Ampia gamma di attrezzature volte alla pratica corretta della micro e macro ossigenazione:
Le principali finalità enologiche di queste pratiche sono:
Micro-ossigenazione:
- Per prolungare l’affinamento sulla feccia nobile dei vini di grande qualità, senza la produzione di sostanze solforate indesiderate;
- Per ottenere un’ulteriore stabilizzazione della materia colorante grazie ad una maggiore velocità di polimerizzazione;
- Per raggiungere un maggior grado di maturità fenolica grazie ai processi di polimerizzazione dei tannini più duri; dal punto di vista gustativo avremo quindi vini più morbidi e più dolci;
- Per conservare vini in serbatoi d’acciaio inox (oppure di altro materiale alimentare inerte) prevenendo i fenomeni di riduzione;
- Per accelerare la maturazione fenolica (ellagitannini) dei vini che, terminato l’affinamento in legno, devono essere preparati per l’imbottigliamento;
- Per riprodurre in un serbatoio di materiale inerte le stesse condizioni di leggera ossigenazione che si verificano nei vini che sono maturati in fusti di legno, possibilmente in combinazione con moderne tecnologie d’affinamento (legni alternativi: Chips o staves).
Macro-ossigenazione:
- Per migliorare l’intensità colorante del vino prodotto;
- Per rendere stabile il colore sfruttando l’azione catalizzante dell’ossigeno nelle reazioni di polimerizzazione dei polifenoli;
- Per migliorare l’espressione aromatica dei vini;
- Per ridurre ed eliminare sentori di ridotto e di erbaceo;
- Come ausilio alla moltiplicazione dei lieviti nelle varie fasi della fermentazione.
Dose Singola breve e lunga:
- Per togliere gli odori di ridotto con una dose di ossigeno precisa e calibrata:
- Per togliere gli odori di feccia durante la fermentazione alcolica e nelle fasi post fermentative;
- Per simulare un travaso mantenendo le fecce fini;
- Come ausilio alla crescita dei lieviti durante la fermentazione alcolica.











